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domenica 28 aprile 2013

La Misura Frattale dell'Arte



Paul JacksonPollock nacque il 28 Gennaio 1912 e fu considerato uno dei maggiori rappresentanti dell'Action Painting. La sand painting ("pittura con la sabbia"), i muralisti messicani e la pittura surrealista influenzarono la sua arte. Pollock negava l'esistenza del "caso"; generalmente aveva un'idea precisa dell'aspetto che una particolare opera avrebbe dovuto avere e per ottenerlo si muoveva energicamente attorno alle tele spruzzando, spatolando, facendo colare e sgocciolare il colore, quasi in una danza e non si fermava finché non vedeva ciò che voleva in origine vedere. 
 

Taylor (fisico dell'Università di Sydney), Micolich e Jonas hanno studiato e analizzato (-> dossier) la natura della tecnica di Pollock, scoprendo che alcune opere presentano le stesse caratteristiche dei frattali e che assomigliano sempre più a frattali con il passare del tempo e con il progredire della sua carriera. Si spingono ad ipotizzare che in qualche modo Pollock potesse essere consapevole delle caratteristiche del moto caotico e stesse tentando di ricreare quanto percepiva come una perfetta rappresentazione del caos matematico più di dieci anni prima che la stessa Teoria del caos fosse formulata.  Forse l'artista con la sua intuizione era arrivato alla geometria dei frattali prima del matematico. Per provarlo, tra il 1943 e il 1952, inserirono una riproduzione della tela nel computer e tentarono un'analisi matematica, seguendo un procedimento simile a quello utilizzato per i frattali. L'idea di Taylor è stata confermata: le tele di Pollock sono frattali di cui è anche possibile calcolare la dimensione, dimensione che cresce col procedere della produzione dell'artista. "L'analisi frattale- afferma Taylor- può essere utile per autenticare e datare le opere di Pollock. Le variazioni della dimensione frattale riflettono l'evoluzione delle sue opere." L'artista è arrivato dunque ai frattali con l'intuizione, dimostrando ancora una volta il legame tra arte e matematica.

giovedì 18 aprile 2013

Tecnologia, Immaginazione &...Arte

Nella produzione di una nuova idea ha un ruolo fondamentale l'immaginazione che, per mezzo dell'associazione di vecchie idee, incrementa l'abilità di pensare in modo produttivo; abilità questa che nasce dal numero di associazioni che l'individuo ha imparato e che possono essere combinate. Un esercizio utile a questo scopo è, ad esempio, quello di associare al tema del blog un dipinto che trasmetta istantaneamente il concetto dell'immaginazione nella scienza. A questo proposito ho scelto un dipinto di Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri.

Realizzato nel 1797, Il sonno della ragione genera mostri fa parte di una raccolta di 80 incisioni chiamata "Los Caprichos" e raffigura un uomo addormentato circondato da sinistri felini e animali notturni, i quali rappresentano il parto della sua mente. Esistono tre manoscritti che spiegano il soggetto dell'opera, in uno di questi, quello conservato al museo del Prado, Goya stesso da questa definizione:
" La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie. "